Ancona, nuovo caso di “untore”: sieropositivo faceva sesso non protetto

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Un nuovo caso di “untore” dell’Aids, questa volta ad Ancona. La Polizia di Stato di Ancona ha arrestato nella giornata di ieri un uomo, positivo all’Hiv da undici anni, che aveva rapporti sessuali non protetti pur essendo a conoscenza della sua condizione di salute. L’indagine è stata condotta dalla Polizia di Stato di Ancona in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, come riporta ilmessaggero.it.

Il caso Talluto, conscio di essere sieropositivo

Non è la prima volta che si sente parlare di “untori”, in molti infatti ricorderanno la vicenda di Valentino Talluto, ragazzo condannato a 24 anni di carcere per aver avuto rapporti sessuali non protetti nonostante fosse consapevole, anche lui, di essere sieropositivo.

Il giovane romano è stato accusato di aver infettato trenta diverse partner, il figlio in grembo di una di queste, e di aver esposto al rischio di contagio altre ventisette ragazze, richiedendo espressamente rapporti sessuali non protetti ogni volta. La vicenda è stata alla fine giudicata dalla III Corte d’Assise condannando Talluto per reati di lesioni gravissime in trenta casi su trentadue, senza però accusarlo di epidemia dolosa.

Le analisi infettive e la svolta nel caso

Sempre stando a quanto riportato da ilmessaggero.it, il giovane ragioniere era stato arrestato a fine del 2015 con l’accusa di aver infettato sette ragazze che aveva conosciuto via internet e con le quali aveva avuto dei rapporti sessuali non protetti, pur sapendo già da anni di essere sieropositivo: la svolta all’indagine è giunta quando l’Istituto Spallanzani, specializzato in malattie infettive, ha riscontrato il cluster epidemico di Talluto su trenta pazienti, le quali, una volta interrogate, hanno tutte confermato di aver avuto rapporti sessuali non protetti con l’indagato.

Pesantissime le accuse da parte dei giudici, che, dopo aver analizzato l’intera vicenda, hanno punito il ragazzo con 24 anni di carcere: “Che differenza c’è tra chi indossa una cintura esplosiva e chi si butta in mezzo a trenta donne e le infetta tutte?”, queste le parole del pm Neri, una frase che ha indirizzato la sentenza verso la conclusione di cui siamo a conoscenza.


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