Istat, povertà in crescita: in Italia 5 milioni di poveri assoluti

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Continua a crescere sempre più il dato relativo alla povertà in Italia. Le analisi Istat di quest’anno ritraggono la situazione attuale nel nostro paese: un fattore in ulteriore crescita, in particolare per le famiglie con tre o più figli. Insomma, una situazione drammatica per la quale servono delle soluzioni efficaci e mirate da parte del nuovo governo, che avrà l’obiettivo di ridurre questo dato alquanto preoccupante.

Cos’è la povertà assoluta?

Per “povertà assoluta”, l’Istat intende la condizione in cui si ritrovano quei soggetti che non possono affrontare la spesa mensile sufficiente per acquistare beni e servizi essenziali per uno standard di vita accettabile, vale a dire un’alimentazione adeguata, una casa, il necessario per vestirsi, comunicare, informarsi ed istruirsi. Ad esempio, come riporta repubblica.it, per un adulto di età tra i 18 ed i 59 anni che vive solo, la soglia di povertà è pari a 826,73 euro mensili se risiede in un’area metropolitana del Nord, a 742,18 euro se vive in un piccolo comune settentrionale, a 560,82 euro se risiede in un piccolo comune del Mezzogiorno.

La crescita della povertà assoluta

L’Istat ha definito meglio i contorni della situazione nazionale: le famiglie residenti in condizioni di povertà assoluta sono ben 1 milione e 778 mila, all’interno delle quali vivono 5 milioni e 58 mila individui. Gli statistici attribuiscono all’inflazione due decimi di punto della crescita annua dei valori di incidenza della povertà assoluta per le famiglie e per gli individui (rispettivamente del 6,9% e dell’8,4%), entrambi fattori in crescita rispetto al 2o16, quando si attestavano rispettivamente al 6,3% ed al 7,9%.

La situazione del Mezzogiorno

Nel Meridione l’incidenza della povertà assoluta risulta essere la più alta del paese, con dati anche qui in crescita per famiglie (da 8,5% nel 2016 a 10,3% nel 2018) ed individui (dal 9,8% nel 2016 al 11,4% nel 2018). Un trend negativo che si riscontra “soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni Centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (da 7,8% del 2016 a 9,8%)”.


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