Lifeline approda a Malta: suddivisione dei migranti, no della Germania

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Termina finalmente il lungo viaggio della Lifeline, imbarcazione della Ong tedesca con a bordo 234 migranti: dopo giorni e giorni di trattative internazionali per trovare un porto disponibile che permettesse alla nave di attraccare, il governo di Malta si è adoperato per permetterne l’approdo a La Valletta. La questione però non termina qui.

La Lifeline a Malta

Immediatamente dopo l’arrivo della Lifeline al porto di La Valletta, la polizia maltese è salita a bordo dell’imbarcazione e ha iniziato le procedure per lo sbarco dei profughi. In contemporanea, il comandante della nave tedesca è stato interrogato nel quartier generale della polizia maltese per violazione degli ordini della Guardia Costiera Italiana. L’operazione di sbarco dei migranti ha portato alla loro valutazione preliminare del loro status nell’Initial Reception Center, in modo da capire chi ha le carte in regola per poter essere accolto nell’isola. Inoltre il governo maltese ha comunicato che sono stati mandati all’ospedale Mater Dei per effettuare dei controlli medici tre bambini accompagnati dai genitori e tre adulti.

La suddivisione dei migranti

A dimostrazione dei grandi passi avanti che sono stati compiuti all’interno dell’Unione Europea in materia di immigrazione, la vicenda Lifeline si conclude con una spartizione dei 234 profughi tra otto paesi europei, vale a dire Italia, Malta, Francia, Portogallo, Irlanda, Belgio, Olanda e Lussemburgo: quando sarà chiaro il numero di migranti che sono effettivamente in grado di poter essere accolti in Europa, inizierà la suddivisione tra i paesi che si sono resi disponibili ad accoglierli.

Come riporta repubblica.it, manca all’appello la Germania, che dopo l’iniziale proposta di collaborazione di stamane si è tirata indietro attraverso le parole del proprio Ministro dell’Interno, Horst Seehofer, che ha così commentato la vicenda: “Al momento non c’è una necessità di azione per la Repubblica federale tedesca, anche in futuro ci lasceremo guidare dai principi di umanità e ordine”.

“Seehofer è il Salvini tedesco”

Naturalmente le parole del ministro dell’Interno tedesco non sono passate inosservate, ed è subito arrivata un’aspra critica al riguardo da parte di Alex Steier, fondatore della Ong coinvolta nella vicenda, il quale ha puntato il dito contro Seehofer: “Agisce come una versione tedesca del collega italiano Salvini – ha detto Steier – e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo”. A ritardare l’arrivo a Malta della Lifeline pare sia stata proprio la mancata collaborazione della Germania, che tramite la volontà del suo Ministro dell’Interno avrebbe complicato la trattativa tra i paesi dell’Unione Europea che si sono resi disponibili per la spartizione dei migranti a bordo della nave.


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