Migranti, no a separazione delle famiglie: giudice Usa bacchetta Trump

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News dagli Stati Uniti nella giornata di ieri, quando un giudice federale di San Diego, in California, ha stabilito che le famiglie di migranti irregolari separate al confine col Messico dovranno essere riunite il prima possibile. Uno schiaffo morale all’amministrazione Trump, che viene richiamata così all’ordine dopo una serie di decisioni alquanto discutibili che hanno scatenato il caos all’interno della vicenda immigrazione.

L’ordinanza del giudice: le famiglie di migranti vengano riunite

Dana Sabraw, 59 anni, è un giudice federale che opera nello stato della California sin dal 2003, quando è stata nominata dall’ex Presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Il giudice distrettuale di San Diego ha ordinato alle autorità di frontiera americane di permettere la riunione delle famiglie di migranti che sono state separate: nello specifico, secondo quanto riportato da ilsecoloxix.it, l’ordinanza obbliga le autorità a reintegrare le famiglie entro 30 giorni, e se i bambini hanno meno di 5 anni la riconciliazione dovrà avvenire entro 14 giorni dalla promulgazione dell’ordinanza, avvenuta martedì sera. L’unico motivo valido per la separazione familiare riguarderebbe il caso di genitori inadatti al proprio ruolo.

Separazione familiare: un atto inammissibile

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrà probabilmente rivedere molte delle sue proposte ed idee, visto il caos causato dal suo modus operandi, che sin dai primi giorni del suo mandato s’è contraddistinto per le sue azioni ben lontane dal concetto di integrazione. Il giudice Sabraw ha inoltre emesso un’ingiunzione nazionale per chiunque permetta separazioni familiari future, sottolineando dunque che non è permessa la divisione delle famiglie di immigrati. Questo perché, come riporta tgcom24.mediaset.it, sono oltre duemila i bambini che in queste ultime settimane sono stati separati dai genitori e collocati in dei rifugi sotto il controllo del govero statunitense, da qui dunque la necessità della Sabraw di porre rimedio a questo problema.

Un’altra sconfitta per Trump: no al muro

Avrà molto da rivedere l’amministrazione Trump, che nella mattinata odierna ha incassato anche un’altra sconfitta: la Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha infatti respinto il testo proposto dal magnate americano sulla gestione dell’immigrazione, che avrebbe previsto lo stanziamento di 25 miliardi di dollari per la costruzione del muro che avrebbe dovuto separare Messico e Stati Uniti. Un duro colpo inflitto alla leadership del partito repubblicano, che adesso dovrà rivedere probabilmente le proprie posizioni.


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