Messico al voto: Lopez Obrador in vantaggio su Anaya

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Si avvicina sempre più il giorno delle elezioni presidenziali in Messico, un momento quanto mai fondamentale per la storia di questo paese. Non tanto per l’elezione del nuovo presidente, quanto per il ruolo che quest’ultimo avrà nello scenario politico del continente americano: con i dazi imposti da Donald Trump e la modifica del Nafta (il Trattato di libero commercio sottoscritto da Messico, Stati Uniti e Canada), chiunque andrà a ricoprire la carica istituzionale di presidente del Messico dovrà sicuramente fronteggiare una situazione diversa dalle precedenti.

Il prossimo presidente del Messico: Lopez Obrador il favorito

L’uomo del momento si chiama Andres Manuel Lopez Obrador, abbreviato col nome Amlo, 64 anni, già per due volte vicino alla carica presidenziale, persa al photo finish per pochissimi punti percentuali. Il leader del partito di sinistra Morena (Movimento di rigenerazione nazionale) sembra essere in netto vantaggio sul suo avversario, Ricardo Anaya, a capo della coalizione Por Mexico al Frente, supergruppo formato da tre partiti, cioè Partido Accion Nacional (PAN), Partido de la Revolucion Democratica (PRD) e Movimiento Ciudadano (MC). Al momento, Obrador sembra in vantaggio di circa venti punti percentuale e per questo parrebbe essere il prossimo presidente messicano.

I compiti del prossimo presidente

Chiunque esso sia, il prossimo presidente del Messico dovrà occuparsi sì di politica interna, ma anche del rapporto con il suo potentissimo vicino, gli Stati Uniti, un paese quanto mai in continuo mutamento dall’inizio dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Come riporta ilsole24ore.com, l’operato del prossimo capo di stato dovrà indubbiamente riguardare anche l’ambito commerciale: in particolare, la modifica del Nafta ridefinisce i rapporti con Canada e Stati Uniti, ma allo stesso tempo annichilisce la logica delle filiere di produzione transfrontaliere e della divisione internazionale del lavoro per come la si conosceva da cinquant’anni a questa parte.

Usa – Messico: equilibrio precario

In soldoni, ciò che verrà a modificarsi sarà quasi sicuramente la collaborazione produttiva tra Stati Uniti e Messico: i primi hanno da sempre offerto tecnologia ad alti livelli ed enormi capitali finanziari, i secondi invece la manodopera a basso costo e fabbriche d’assemblaggio (le ‘maquiladoras’) che forniscono logistica e prodotti intermedi. Tutto questo equilibrio di produzione pare destinato a cambiare.


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