Ryan Air, il personale minaccia lo sciopero: avanzate 34 richieste

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Continua a tenere banco la protesta dei dipendenti Ryan Air contro i piani alti della compagnia aerea low cost che copre quasi completamente l’Europa con i suoi voli. Stando a quanto appreso da corriere.it, allo sciopero da parte dei piloti, annunciato per il 12 Luglio, si aggiungono anche gli assistenti di volo ed il personale di terra: la protesta nasce per avere una tutela maggiore dei loro diritti di lavoratori.

Lo sciopero del personale Ryan Air

La protesta prenderà piede in questo periodo dell’anno proprio per dare un senso maggiore allo sciopero, visto il periodo importantissimo per la compagnia aerea, data l’enorme mole di richieste. In prima linea il personale che lavora in Italia, Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio.

I reclami nascono dal fatto che, secondo gli scioperanti, la compagnia aerea irlandese non avrebbe migliorato le condizioni di lavoro dei dipendenti, ed hanno dunque presentato una lista con 34 richieste specifiche per migliorare la loro condizione lavorativa, tra le quali spicca la modifica dei termini dei contratti d’assunzione; ulteriori richieste riguardano una retribuzione adeguata, lo stop delle assunzioni attraverso agenzie interinali ed un sistema pensionistico adeguato.

Le 34 richieste degli scioperanti

Le richieste nascono da un comportamento inadeguato nei confronti dei dipendenti da parte dei vertici di Ryan Air, stando a quanto detto dagli scioperanti, facendo particolare riferimento ad alcuni regolamenti che, secondo i dipendenti, necessitano di modifiche immediate. Le richieste di modificano riguardano, per esempio, la fine della regola per cui chi vende di più durante i voli guadagna di più, un sistema che mette in estrema competizione l’equipaggio di bordo, l’apertura ai permessi per malattia e l’abolizione dell’obbligo di apertura di un conto corrente in Irlanda.

La palla adesso passa alle singole sedi Ryan Air sparse in giro per l’Europa: tocca a loro adesso decidere se venire incontro alle richieste del personale o ignorare le proteste e trovare una soluzione all’imminente sciopero di Luglio.


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