Thailandia, morto un soccorritore nella grotta di Tham Luang

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Continua a tenere col fiato sospeso la vicenda riguardante il gruppo di ragazzini thailandesi e del loro allenatore, intrappolati all’interno della grotta di Tham Luang (in Thailandia) e che ancora non sono potuti sfuggire alla trappola di fango ed acqua dove si ritrovano ormai dal 23 Giugno. I soccorritori stanno provando qualunque via per poter permettere allo sfortunato gruppo di uscire dalla grotta, ma pare che le difficoltà causate dall’acqua rendano il salvataggio ancora più complicato.

La Thailandia piange la morte del soccorritore

I parenti ed amici degli sfortunati ragazzini sono ancora tutti lì, nel campo allestito nei pressi della grotta Tham Luang, a pregare affinché tutto vada per il meglio e che la situazione si risolva il prima possibile. Pare però che non sia così, anzi, secondo le analisi geografiche della aumentano la difficoltà di questo salvataggio. Stando a quanto riportato da rainews.it, proprio ieri è venuto a mancare uno dei soccorritori: un uomo di 38 anni appartenente al corpo dei Navy Seals thailandesi non sarebbe riuscito a tornare in superficie e sarebbe morto per mancanza di ossigeno sulla via del ritorno. La vittima avrebbe perso conoscenza lungo la via: inutili i tentativi di soccorrerlo, l’uomo non ce l’ha fatta.

Il piano per salvare i ragazzi

Pianificare il salvataggio del gruppo è dilemma che va risolto nel modo più sicuro possibile nonostante le difficoltà: pare che per raggiungere la spiaggetta sotterranea dove si trovano le vittime di questa sfortunata vicenda ci vogliano complessivamente dodici ore, sei ad andare e sei a tornare, e con i ragazzi da scortare fino all’uscita è molto probabile che si perda ancora più tempo per permettere loro di rifiatare. In aggiunta a questo, si ipotizza che, una volta sulla via del ritorno durante operazione di salvataggio, se qualcuno dei ragazzi dovesse avere un attacco di panico o un qualunque genere di problema, rallenterebbe l’intero gruppo mettendo tutti a repentaglio. Non una situazione facile insomma: la Thailandia tiene gli occhi puntati su Tham Luang, pregando per le vite di questi poveri ragazzini.


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