Prato, la truffa delle visite in nero: quattro medici arrestati

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Sono quattro, finora, i medici arrestati all’interno di un’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Prato. La vicenda è nata quando, lo scorso autunno, una ragazza cinese, dopo aver assunto delle pillole abortive, si sarebbe presentata all’ospedale di Prato per dei forti dolori. Lì avrebbe dichiarato che avrebbe assunto questi medicinali dopo che una mediatrice culturale cinese, insieme ad un medico, le avrebbe consegnato le pillole. Ecco spiegati i meccanismi della truffa.

La truffa delle visite in nero

Secondo quanto appreso da ilgiornale.it, tramite intercettazioni ed investigazioni da parte dei Carabinieri di Prato è venuto fuori che, grazie all’aiuto di tre mediatori culturali, le pazienti cinesi saltavano le procedure di prenotazione ospedaliera e venivano direttamente visitate dai medici, complici di questa truffa. Il costo di questi “servizi” si aggiravano tra i 100 ed i 150 €, soldi che finivano nelle tasche delle persone che oggi si trovano ai domiciliari e che sono accusati di peculato e truffa ai danni dello Stato.

Gli indagati ed il sistema di truffa

I medici, tutti ginecologi, ed i mediatori culturali indagati fanno parte di quello che il Gip ha definito un “sistema” di visite in nero effettuate durante l’orario di lavoro, meccanismo nel quale sono coinvolte ben diciotto persone. E’ stata considerata estranea ai fatti invece la Asl, che ha anzi collaborato con le Forze dell’Ordine mettendo a disposizione le registrazioni video, elemento chiave per le indagini dei Carabinieri in quanto testimonianze delle “tangenti” intascate dai medici durante queste visite in nero.

Il commento di Alberti

In merito alla vicenda ha espresso il suo parere il portavoce dell’opposizione, Jacopo Alberti, che con una nota ha chiesto giustizia per chi non rispetta le regole: “Mentre i cittadini sono costantemente alle prese con liste d’attesa infinite e ticket sempre più cari, frutto della buona sanità di Enrico Rossi, i soliti furbetti si attrezzano per scavalcare gli onesti. […] Mi auguro – sottolinea il consigliere regionale membro della Commissione Sanità – che la giustizia faccia il suo corso nel più breve tempo possibile.”


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