Ryanair condannata da giudice ad indennizzo: “Maltempo prevedibile”

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Il giudice di pace di Alcamo, nella provincia di Trapani, ha disposto l’obbligo contratto da parte di Ryanair a pagare un indennizzo ad un passeggero che con la scusa del maltempo si era visto negare un risarcimento di 250 euro, dopo essere atterrato all’aeroporto Birgi di Trapani con tre ore di ritardo con un volo in partenza da Bergamo. Stando a quanto afferma la sentenza del giudice, il maltempo è circostanza ordinaria e contro la quale una compagnia aerea deve necessariamente attrezzarsi.

La richiesta del cliente Ryanair

Il fatto risale a 14 Giugno 2016, la sentenza, di primo grado, è giunta però solo ieri, con la Ryanair che si riserva di valutare l’appello. Come riporta da lastampa.it, il cliente Ryanair che ha richiesto l’indennizzo alla compagnia irlandese per il ritardo è tutelato da un regolamento europeo, il n.261/2004, che impone alle compagnie aeree di indennizzare i passeggeri per le cancellazioni dei voli, e anche per i ritardi al di là di un certo limite, proporzionate alle distanze. Non basta dunque il semplice maltempo per permettere alla compagnia aerea di non garantire l’indennizzo ai passeggeri di un volo cancellato o in ritardo.

Circostanze che possono giustificare un ritardo o una cancellazione

Quale può essere, dunque, una circostanza eccezionale tale da giustificare un ritardo o la cancellazione di un volo? A questa domanda ha risposto Antonio Spanò, l’avvocato che ha difeso il cliente che ha richiesto l’indennizzo a Ryanair: “Per esempio, il vulcano islandese che qualche anno fa ha riempito di cenere i cieli di mezza Europa è una circostanza eccezionale”. Serve dunque un evento eccezionale e contro il quale non si può attuare alcuna misura correttiva: “Anche una vera e propria bufera lo sarebbe. Ma un po’ di pioggia no, e neanche quel po’ di nebbia con cui a volte i vettori aerei provano a giustificarsi”.


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