Carrara, morto operaio travolto da blocco di marmo in una cava

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Si consuma una terribile tragedia a Marina di Carrara, dove un giovane operaio di 37 anni è morto perché travolto da un blocco di marmo già posizionato e scaricato in un deposito dell’area di lavoro. Luca Savio lascia la moglie ed un figlio piccolo: secondo quanto risulta alla Cgil, pare che l’operaio trentasettenne avesse un contratto di sei giorni che era stato sottoscritto giorno 9 Luglio.

Morto Luca Savio: morto per lavorare sei giorni

“Un ragazzo di 37 anni ha perso la vita per un contratto di soli sei giorni, la tragedia di oggi è indice del fallimento di tutta la nostra comunità”. Sono queste le parole del sindacato, che si è espresso per l’ennesimo morto sul lavoro. Una fine ingiusta e sfortunata, che lascia a tutti grande sconforto: Luca Savio lavorava per una ditta di autogru, prima di quest’ultimo contratto, ne aveva avuto uno da 5-6 mesi. Questa è soltanto l’ennesima vittima in ambito lavorativo, un fenomeno su cui lo Stato Italiano ha più volte tentato di porre rimedio aumentando la sicurezza ed incentivando i lavoratori e datori di lavoro a prestare più attenzione per le operazioni che vengono svolte, specialmente nel settore del marmo, dove il rischio è sempre alto.

Le parole dell’assessore al Diritto alla Salute

Dopo il triste avvenimento, è giunto il commento dell’assessore al Diritto alla salute Stefania Saccardi, che reputa necessario, ancora una volta, aumentare i parametri di sicurezza sul lavoro: “E’ davvero doloroso registrare un infortunio mortale in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro – ha detto – in tutti questi anni abbiamo messo in campo interventi concreti ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell’impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti”.


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