Laos, crolla diga: allagati sei villaggi, tragedia nel San Sai

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Ha provocato numerosi morti la rottura della diga nella provincia di Attapeu, in Laos: tale disastro ha causato il rovesciamento di cinque miliardi di metri cubi d’acqua, un quantitativo disumano che ha inondato sei villaggi nei paraggi. “Numerose persone hanno perso la vita e diverse centinaia di persone risultano disperse”, questo scrive oggi l’agenzia di stampa nazionale. Ad occuparsi della costruzione della diga c’era la Xe Pian-Xe Namnoy Power Company.

Il crollo della diga in Laos

Secondo quanto riportato da ansa.it, sono almeno 6600 le persone che si ritrovano senza casa dopo il crollo della diga che ha devastato il distretto del San Sai, nel Sud del Laos: alcuni video girati sul luogo del disastro mostrano intere case sott’acqua fino al tetto, mentre decine di residenti sopravvissuti vengono soccorsi a bordo di barche. Le autorità provinciali hanno esortato il governo ad utilizzare ogni possibile risorsa per prestare soccorso alle persone colpite da questa terribile catastrofe, in modo da fornire aiuti come cibo, acqua, vestiti e medicine.

Un impatto devastante sull’economia del paese

E’ un duro colpo, quello subito dall’intero paese del Laos, che risulta essere uno dei più poveri dell’intero sud-est asiatico. Secondo quanto appreso da lastampa.it, il governo negli ultimi anni avrebbe puntato moltissimo sul settore idro-elettrico, al punto da volerne fare la prima fonte di entrate entro il 2025. L’impianto, che avrebbe dovuto esportare il 90% dell’energia prodotta in Thailandia, era costato 1,2 miliardi di dollari e avrebbe dovuto entrare a pieno regime entro il 2019. Pare che la causa di questo tremendo avvenimento sia dovuta alle ingenti piogge che non hanno smesso di precipitare nella zona sud-est del Laos: e pensare che poco prima dello sviluppo del progetto di questa diga, molte organizzazioni ambientaliste locali avevano ammonito la Xe Pian-Xe Namnoy Power Company per l’impatto ambientale che questa costruzione avrebbe potuto causare.


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