Marchionne, oggi i funerali in forma privata: i messaggi di cordoglio

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Si terranno oggi, in forma privata, i funerali di Sergio Marchionne, l’ormai ex amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler Automobiles. La cerimonia per ricordare uno dei manager italiani più capaci della storia del nostro paese verrà svolta privatamente secondo quanto richiesto dai familiari. Inoltre, l’ex numero uno di  Fca Group verrà ricordato dalle aziende del gruppo a settembre in due distinti momenti, con due cerimonie, una a Torino e una ad Auburn Hills, negli Stati Uniti.

Le parole di John Elkann: il ricordo di Marchionne

Il presidente di Fca e della holding Exor John Elkan ha scritto qualcosa per ricordare quello che probabilmente è stato uno dei manager più di successo nella storia recente italiana: “E’ accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato.

Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio”.

Il pensiero di Donald Trump

A ricordare Marchionne come un elemento di successo all’interno del suo campo c’ha pensato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha così scritto tramite i suoi profili social: “Sergio Marchionne è stato uno dei manager più brillanti e di successo dai giorni del leggendario Henry Ford. E’ stato un piacere per me in quanto presidente degli Stati Uniti aver potuto conoscere Sergio”.

La storia di Marchionne con Fca Group

Il manager italiano era entrato in Fca nel 2003 come consigliere di amministrazione, per poi diventare amministratore delegato l’anno successivo. Con la restituzione dei debiti alle banche aveva ottenuto il suo primo successo, poi però l’arrivo della crisi del 2008 aveva rigettato Fca in una fase di stallo. Così Marchionne tenta il salvataggio del gruppo Chrysler proponendo una fusione con Fiat, ottenendo come risultato un colosso da 4,5 milioni di auto all’anno.

Dopo innumerevoli scontri con la Cgil, nel 2014 il numero uno del gruppo Fca pone un altro obiettivo: azzeramento dei debiti e della cassa integrazione entro il 2018. Il primo viene centrato, il secondo quasi, con la cassa integrazione che riguarda ancora il 7% dei dipendenti a fronte del 27% iniziale. Era uscito dal gruppo Fca nel 2017, sarebbe diventato presidente Ferrari dopo Aprile 2019, secondo quanto appreso da repubblica.it.


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