Sciopero dei medici per 24 ore: a rischio 40 mila interventi programmati

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Sciopero dei medici. Era stato annunciato ed è arrivato, oggi i medici di tutta Italia sono in sciopero per 24 ore. I motivi stanno in una sanità che arranca in molte regioni italiane, un finanziamento complessivo che è due punti in meno della media europea.

In dieci anni sono stati tagliati 20mila posti letto, nei prossimi dieci andranno in pensione 45mila medici e già oggi trovare un anestesista o un pediatra è un miraggio, in molti ospedali.

Sciopero dei medici: turni massacranti e poca sicurezza

Turni massacranti che non tengono conto della direttiva europea sui riposi, liste d’attesa che si creano anche per l’imbuto ai pronto soccorso.

Una situazione che porta il cittadino a vedere nel medico il responsabile della situazione, con il conseguente e preoccupante aumento delle aggressioni a medici ed infermieri, in molti ospedali.

Inoltre il mancato finanziamento delle borse di specializzazione che costringe almeno 12mila laureati in medicina a restare parcheggiati, in attesa di specializzarsi.

Le organizzazioni sindacali, lamentano tra le altre cose la forte concorrenza del privato che offre prestazioni immediate. Ma a pagamento, solo per chi può permettersele.

I disagi previsti

Lo siopero interesserà 135 mila medici, veterinari e dirigenti sanitari. Si sottolinea «il rischio di un rinvio di circa 40 mila interventi chirurgici e di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche e il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti».

Saranno assicurate le attività di urgenza e di pronto soccorso. «Nonostante le timide aperture dei parlamentari incontrati nelle scorse settimane – avverte il sindacato – restano irrisolte, nei provvedimenti legislativi in itinere, le istanze avanzate dalla categoria».

La mobilitazione di oggi coinvolgerà i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari di tutte le Regioni e in ogni capoluogo (Torino, Aosta, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari) è stata organizzata una manifestazione unitaria.


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