Ventura: “Zaza migliorato. El Shaarawy, che sorpresa!”

Ventura: “Zaza migliorato. El Shaarawy, che sorpresa!”

Il ct dell’Italia, Giampiero Ventura, ha presentato oggi, in conferenza stampa, la doppia sfida degli azzurri contro la Svezia valida per qualificarsi a Russia 2018: “Sarà difficile, ma l’Italia non può mancare all’appuntamento”.

Il tecnico ha fiducia nel gruppo: “I ragazzi sono motivati. La Svezia per 5-6 undicesimi è la stessa dell’Europeo, gioca allo stesso modo. Noi però dovremo pensare solo a noi, a fare l’Italia: una squadra che storicamente nei momenti difficili ha dato il massimo”.

Mancano quattro giorni: “È un momento importante per me e la mia storia, ma anche per i giocatori: andare o non andare ai Mondiali conta, per alcuni è iniziare un ciclo, per altri significa finirlo in un certo modo. C’è convinzione, serenità, determinazione”.

I tifosi

I tifosi si sono stretti intorno alla squadra: “Ringrazio i 70.000 che saranno a San Siro lunedì prossimo. L’Italia si è compattata, si sente il calore dei tifosi: non dobbiamo deluderli. Da parte nostra c’è grande attesa e grande voglia di festeggiare qualcosa che riteniamo di meritare”.

I singoli

Ventura parla anche dei singoli: “L’esperienza in partite del genere conta: abbiamo due match in 72 ore, per questo siamo in 27. Al di là degli acciaccati abbiamo 4 diffidati (Parolo, Verratti, Chiellini e Immobile, ndr) e non posso convocare qualcuno dopo. Jorginho non veniva chiamato perché il modulo non era adatto alle sue caratteristiche. Zaza? Ha avuto un percorso di crescita: è qui non solo per i gol, ma per come sta giocando. Tutti questi passaggi hanno contribuito alla sua maturazione. Credo che sia un giocatore migliore rispetto all’Europeo. El Shaarawy non è una sorpresa per me. Quando è venuto al prima volta da noi stava attraversando un momento non buono: ha fatto lo stage, abbiamo parlato a lungo, ognuno si è guardato dentro per capire la strada per migliorare. Da quel momento non si è più fermato”.

Il modulo

Per quanto riguarda il modulo, svela: “Non è mai stato una ossessione, neppure il 4-2-4, perché ho giocato anni col 3-5-2. Scelgo in base al materiale umano che ho: l’importante è come giochiamo, non il modulo. Occorre vedere l’approccio e la determinazione”. E sulle punte di riferimento il tecnico è stato chiaro: “Immobile e Belotti sono reduci da acciacchi fisici e, lo dico egoisticamente, per fortuna Ciro ieri non ha giocato”.

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