Inflazione al 2% su base annua a marzo secondo i dati Istat

Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato nel mese di marzo 2025 rispetto all’anno precedente. La dinamica generale riflette la risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati, dei Tabacchi e degli Alimentari non lavorati. Al contrario, i prezzi degli Energetici regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti hanno decelerato. L’inflazione di fondo è rimasta stabile, mentre la crescita tendenziale dei beni si è accentuata. I prezzi dei Beni alimentari e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati, con l’aumento congiunturale dovuto principalmente ai prezzi degli Energetici non regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti.
Andamento dei prezzi al consumo secondo l’ISTAT
L’Istituto Nazionale di Statistica ha stimato che nel mese di marzo 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo sia aumentato dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento è principalmente dovuto alla risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati, che sono passati da una variazione negativa a una positiva, e all’accelerazione dei prezzi dei Tabacchi e degli Alimentari non lavorati.
D’altra parte, si è registrata una decelerazione nei prezzi degli Energetici regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti. Inoltre, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è rimasta stabile, mentre quella al netto dei soli beni energetici ha registrato una lieve accelerazione. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si è accentuata sensibilmente, mentre quella dei servizi è rimasta stabile.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono risultati essere più elevati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la crescita tendenziale dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto è rimasta stabile. Nel complesso, l’aumento dell’indice generale è stato principalmente influenzato dai prezzi degli Energetici non regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti, con effetti parzialmente compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati e degli Alimentari non lavorati.
Analisi dei prezzi al consumo secondo l’Istat
Il mese di marzo 2025 ha visto un incremento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, secondo le stime dell’Istat. Il NIC è aumentato dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2% rispetto a marzo 2024. Questa dinamica è stata guidata principalmente dalla salita dei prezzi degli Energetici non regolamentati, che è passato da una variazione negativa a una positiva. Anche i prezzi dei Tabacchi e degli Alimentari non lavorati hanno registrato un aumento, insieme ai Servizi relativi alle comunicazioni, ai Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e ai Beni durevoli.
Dall’altra parte, si è osservata una decelerazione nei prezzi degli Energetici regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti. Nonostante questo, l'”inflazione di fondo” è rimasta stabile e la crescita tendenziale dei prezzi dei beni è aumentata in modo significativo, mentre quella dei servizi è rimasta costante. Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si è ridotto rispetto al mese precedente.
I Beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno registrato un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente, mentre la crescita dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto è rimasta ferma al 1,9%. In generale, l’aumento dell’indice generale è stato trainato principalmente dai prezzi degli Energetici non regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti, ma è stato parzialmente bilanciato dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati e degli Alimentati non lavorati.
In sintesi, l’analisi dei prezzi al consumo secondo l’Istat evidenzia una variazione positiva che influisce su diversi settori dell’economia, con alcune tendenze al rialzo e altre alla stabilità.
Non perderti tutte le notizie di economia su Blog.it