Chi è Helena Bonham Carter

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Biografia

Helena Bonham Carter nasce il 26 maggio del 1966 a Londra, nel quartiere di Golders Green. E’ figlia di Raymond, un banchiere, e di Elena, una psicoterapeuta. Il nonno paterno di Helena è il politico liberale Maurice Bonham Carter. Quello materno è un diplomatico spagnolo riconosciuto Giusto tra le nazioni per aver salvato migliaia di ebrei durante il nazismo.

L’infanzia di Helena è piuttosto travagliata, complicata dall’esaurimento nervoso di cui è vittima la madre. C’è anche la paralisi che colpisce il padre in seguito a un neurinoma acustico. Poco più che adolescente, Helena Bonham Carter, con suo padre ancora in ospedale, giunge al primo posto in un concorso di poesia. Con i soldi ottenuti inserisce la propria foto in un catalogo di casting. Quindi, per compiere i primi passi nel settore dello spettacolo assume un agente.

Gli esordi nel mondo dello spettacolo

A sedici anni ottiene, così, il suo primo lavoro, esibendosi alla scuola di Westminster nella parte di Giulietta. Il primo ruolo da protagonista in un film arriva solo nel 1986 con “Lady Jane”, per la regia di Trevor Nunn.

Dopo aver recitato per James Ivory in “Camera con vista”, tratto dal libro di Edward Morgan Forster, al fianco di Maggie Smith e di Judi Dench, nel 1988 Helena viene diretta da Fiorella Infascelli in “La maschera”, prima di lavorare con Liliana Cavani in “Francesco” e con Randal Kleiser in “Senza nessun timore”.

Helena Bonham Carter negli anni ’90

Nel 1990 recita nell'”Amleto” di Franco Zeffirelli, per poi entrare nel cast di “Monteriano – Dove gli angeli non osano metter piede”, per la regia di Charles Sturridge. Ritrova dietro la macchina da presa James Ivory in “Casa Howard”. Nel 1994 intraprende una relazione con Kenneth Branagh, che è anche il regista del film “Frankenstein di Mary Shelley”, a cui prende parte.

L’anno seguente viene diretta da Marcus Mortimer in “Jeremy Hardy gives good sex”, da Mort Ransen ne “Il museo di Margaret” e da Woody Allen ne “La dea dell’amore”. Mentre nel 1996 prende parte a “La 12° notte”, di Trevor Nunn, e a “Portraits chinois”, di Martine Dugowson.

Nel 1997 Helena Bonham Carter recita ne “Le ali dell’amore”, per la regia di Iain Softley, e con Pepita Ferrari in “The petticoat expeditions”. Dopo aver fatto parte del cast de “La stagione dell’aspidistra”, di Robert Bierman, nel 1998 appare in “Amori e vendette”, di Malcolm Mowbray, e ne “La teoria del volo”, di Paul Greengrass.

Nel 1999 lascia Kenneth Branagh e recita con Edward Norton e Brad Pitt in “Fight Club”, per la regia di David Fincher; è anche in “Women talking dirty”, di Coky Giedrovic.

Gli anni 2000

Nel 2001 Helena inizia una storia d’amore con il regista Tim Burton, che la dirige in “Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie”, grazie al quale vince un Empire Award come migliore attrice britannica. Nello stesso periodo è al cinema anche con “Novocaine”, di David Atkins, prima di recitare per Thaddeus O’ Sullivan in “The heart of me”.

Dopo aver lavorato al film tv di Mick Jackson “Live from Baghdad” (nomination ai Golden Globe come migliore attrice in una miniserie o film per la tv) viene scelta per la miniserie “Henry VIII”.

Nel 2003 diventa madre di Billy Ray, figlio avuto da Tim Burton. Si fa dirigere dal compagno in “Big Fish – Le storie di una vita incredibile”, in cui interpreta un doppio ruolo, quello della strega e quello della ragazza, Jenny, che si innamora del protagonista Edward Bloom, impersonato da Ewan McGregor.

Due anni più tardi, ancora con Burton dietro la macchina da presa, Helena Bonham Carter recita in “La fabbrica di cioccolato”. Poi, si cimenta nel doppiaggio ne “La sposa cadavere” e, dopo essere comparsa in “Sixty Six” di Paul Weiland e in “Conversations with other women” di Hans Canosa, fa parte del cast di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, per la regia di David Yates.

Nello stesso periodo l’attrice inglese lancia una sua linea di moda, The Pantaloonies, realizzata con la stilista Samantha Sage. La loro prima collezione, denominata Bloomin’ Bloomers, è una selezione in stile vittoriano di camicette e sottane.

Nel 2007 Helena Bonham Carter diventa mamma per la seconda volta, dando alla luce Nell. Recita per Tim Burton in “Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street” (nomination ai Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale). Tra il 2009 e il 2010 viene inserita dal “Times” nella classifica delle dieci attrici britanniche migliori di tutti i tempi. Assieme a lei – tra le altre – ci sono Audrey Hepburn, Judi Dench, Maggie Smith, Helen Mirren e Julie Andrews.

Gli anni 2010

Appare in televisione nei film “Enid”, di James Hawes, e “Toast”, di S. J. Clarkson, e al cinema in “Terminator Salvation”, di McG, oltre che in “Harry Potter e il principe mezzosangue”, sempre con la regia di Yates. Poi recita per Burton in “Alice in Wonderland”, dove veste i panni della Regina Rossa, ed è al fianco di Mia Wasikowska, Anne Hathaway, Johnny Depp, Crispin Glover e Alan Rickman, da lei già conosciuto sul set dei film di Harry Potter.

Presente nel cast de “Il discorso del re” (per il suo ruolo ottiene una nomination agli Oscar e una ai Golden Globe come migliore attrice non protagonista), Helena Bonham Carter è di nuovo uno dei personaggi della saga cinematografica di Harry Potter in “Harry Potter e i doni della morte – Parte 1” e “Harry Potter e i doni della morte – Parte 2”.

Nel 2012 viene diretta da Burton in “Dark shadows” e da Mike Newell in “Grandi speranze”, ma è sul grande schermo anche in “Les Misérables”, di Tom Hooper. Viene, inoltre, nominata Commendatore dell’ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II, in virtù dei servizi che ha reso all’arte drammatica.

Nel 2013, invece, lavora con Gore Verbinski in “The lone ranger” e con Jean-Pierre Jeunet in “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”.

Nel 2014 Helena si separa da Tim Burton. Nello stesso anno doppia il documentario “Night will fall – Perché non scenda la notte”. Inoltre, ottiene una nomination ai Satellite Award come migliore attrice in una miniserie o film per la televisione per “Burton & Taylor”.

L’anno seguente viene diretta dall’ex compagno Kenneth Branagh in “Cenerentola”. Successivamente prende parte a “Suffragette”, per la regia di Sarah Gavron, e a “Alice attraverso lo specchio”, di James Bobin.