Chi è Marianna Madia

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Biografia

Maria Anna Madia, conosciuta come Marianna, nasce il 5 settembre 1980 a Roma, figlia di Stefano Madia, giornalista, regista e attore, e bisnipote di Titta Madia, avvocato e politico. Marianna frequenta le superiori alla “Chateaubriand” di Roma, una scuola pubblica francese, diplomandosi con mention bien.

Laureatasi in Scienze Politiche con indirizzo economico guadagnandosi la lode con una tesi sulla teoria economica del mercato del lavoro tra regolazione e sindacato, si specializza all’Istituto di Studi Avanzati di Lucca, ottenendo il dottorato di ricerca in economia del lavoro.

In seguito, collabora con l’ufficio studi dell’Arel, Agenzia di Ricerche e Legislazione nata per iniziativa di Nino Andreatta, occupandosi del coordinamento della redazione di Ele (Europa Lavoro Economia), rivista telematica mensile.

Nel 2006 Marianna Madia partecipa alla trasmissione di Raitre “Economix”, firmando anche alcuni servizi; a partire dallo stesso anno fa parte della segreteria tecnica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il governo Prodi.

Nel 2007 è curatrice del libro “Un welfare anziano. Invecchiamento della popolazione o ringiovanimento della società?”, edito da Il Mulino. Ideatrice e autrice del programma di Rai Educational “E-cubo (Energia Ecologia Economia)”, che si aggiudica il premio speciale del festival “Green Wave 21° Century” dedicato all’ambiente, nel febbraio del 2008, in vista delle elezioni politiche, Marianna Madia riceve l’invito di Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico, a candidarsi: quindi, viene presentata come capolista nella XV Circoscrizione, quella di Roma e provincia, risultando eletta.

Sull’opportunità della sua candidatura, tuttavia, si scatenano diverse polemiche, dovute sia alla sua scarsa esperienza politica (che lei, invece, ritiene un valore), sia alla sua giovane età, sia al fatto di essere stata in passato la compagna di Giulio Napolitano, figlio del Presidente della Repubblica Giorgio.

A dispetto dell’ostilità riscontrata, comunque, il 22 aprile del 2008 Madia entra ufficialmente a far parte della Camera dei Deputati, diventando membro della Commissione permanente XI Lavoro pubblico e privato. Tra il 2008 e il 2009 scrive su Arel gli articoli “Tra governo e Parlamento, le zone grigie della Finanziaria”, “I precari l’anello debole” e “Da Tangentopoli ai nostri giorni. Ecco il tempo del disamore”.

Durante la sua carriera di parlamentare, fa parte – tra l’altro – dei ventidue deputati del Partito Democratico risultati assenti nel corso della votazione sul provvedimento dello scudo fiscale andata in scena il 2 ottobre del 2009: il provvedimento viene approvato per venti voti e quindi grazie all’assenza dei parlamentari piddini, così che il gruppo Pd alla Camera decide di prendere provvedimenti contro gli assenti giustificati, inclusa Marianna Madia, che tuttavia si difende sostenendo di essere andata in Brasile per sottoporsi ad alcuni accertamenti clinici.

In qualità di deputata della Commissione Lavoro presenta come firmataria un progetto di legge (sottoscritto tra gli altri da Livia Turco, Cesare Damiano, Arturo Parisi e Giulio Santagata) per l’allargamento dei diritti del lavoro e il superamento del dualismo nel mercato del lavoro, a favore della lotta al precariato.

Nel 2010 su Arel è autrice degli articoli “Il rischio dello Tsunami d’argento tra lo squilibrio demografico e la vista corta della politica” e “Un Paese unfit per le nuove generazioni”. Entrata a far parte del comitato di redazione della rivista “Italianieuropei” nel 2011, scrive su Arel “Generazioni e culture a confronto: come si può essere donne? Intervista a Luciana Castellina e Giorgia Meloni” e “Fin qui tutto bene: la storia vera delle pensioni”; inoltre, pubblica per Rubbettino il libro “Precari. Storie di un’Italia che lavora”, che si avvale della prefazione di Susanna Camusso, e nel quale vengono raccontate le politiche del lavoro degli ultimi tre anni del governo Berlusconi.

Nel 2012 diventa membro del comitato direttivo dell’Arel, sulla cui rivista scrive “Il tempo rimosso: l’orizzonte dei contratti temporanei” e “Il welfare, quel patto che dovrebbe essere equo”. In vista delle elezioni politiche del febbraio 2013 si candida alle primarie del Pd del 30 dicembre 2012, conquistando circa 5mila preferenze e guadagnandosi una posizione utile nelle liste della circoscrizione Lazio 1 per l’elezione alla Camera dei Deputati.

Eletta, dunque, deputata per la XVII legislatura e rimasta nella Commissione Lavoro, è prima firmataria della proposta di legge “Disposizioni per l’istituzione di un contratto unico di inserimento formativo e per il superamento del dualismo nel mercato del lavoro”, ma anche delle proposte per l’istituzione di un reddito di solidarietà e per il divieto di transazioni finanziarie o economiche con enti o società che hanno sede in Stati esteri che non consentono l’identificazione dei proprietari.

Come cofirmataria, invece, sottoscrive le proposte per l’istituzione dell’anagrafe dei titolari di cariche pubbliche, dei movimenti politici e dei partiti; per la disciplina delle modalità di sottoscrizione della lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e della lettera di dimissioni volontarie; e per la riduzione del sovraffollamento delle carceri. Occupatasi anche dell’istituzione del reddito minimo di cittadinanza attiva e delle norme previdenziali a sostegno dei lavoratori che devono assistere familiari con gravi disabilità, successivamente è prima firmataria di proposte di legge aventi a che fare con l’introduzione di un’indennità per i lavoratori con contratti di lavoro atipici in conseguenza della sospensione o della conclusione del rapporto di lavoro e con il divieto di cumulo tra redditi di lavoro e trattamenti pensionistici.

Sempre nel 2013, per Arel scrive “Generation jobless, un dramma non soltanto italiano” e “Roma divisa ha bisogno di politica”; poi, a dicembre, dopo l’elezione a segretario del Partito Democratico di Matteo Renzi, entra a far parte della segreteria nazionale del Pd, con il ruolo del responsabile per il lavoro. A febbraio del 2014 Marianna Madia viene nominata Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione nel nuovo governo di Renzi.