Chi è Milos Forman

  • blog notizie - Milos Forman

Biografia

Milos Forman, il cui vero nome è Jan Tomas Forman, nasce il 18 febbraio 1932 a Caslav, in Repubblica Ceca, figlio di Anna, direttrice di un albergo, e Rudolf, insegnante. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale rimane orfano di entrambi i genitori: la madre viene deportata ad Auschwitz, dove muore nel 1943; il padre milita nelle file partigiane e, dopo essere stato arrestato dalla Gestapo, muore a Buchenwald nel 1944. Milos, dunque, viene affidato agli zii: in questo periodo, scopre di non essere il figlio di Rudolf, ma di Otto Kohn, architetto cecoslovacco di origine ebraica con il quale sua mamma aveva avuto una relazione extra-coniugale.

Appassionatosi al cinema sin da giovane (ama, in particolare, i film di John Ford, Buster Keaton e Charlie Chaplin), si iscrive alla facoltà di Cinematografia di Parigi, e diventa attore e regista. Recita nel 1954 in “Stribrny vitr” e nel 1957 in “Dedecek automobil”; i primi lavori con cui si mette in luce dietro la macchina da presa, invece, sono “Laterna magika II”, “Konkurs” e il cortometraggio “Kdyby ty muziky nebyly”; è però con “L’asso di picche”, risalente al 1964, e “Gli amori di una bionda”, risalente al 1965, candidato all’Oscar come migliore film straniero, che Milos Forman si fa notare a livello internazionale.

Dopo avere diretto il film tv “Dobre placena prochazka” e “Al fuoco, pompieri!” e avere assistito alla primavera di Praga, decide di emigrare degli Stati Uniti. Qui gira “Taking off”, intensa e caustica parabola americana dedicata all’incomunicabilità tra i figli e i genitori (con una penetrante e giocosa disamina dei vizi rispettivi, marijuana e alcol), che vede nel cast una giovane Kathy Bates, Buck Henry, Lynn Carlin e Linnea Heacock, e che viene premiata a Cannes.

Dopo il documentario “Ciò che l’occhio non vede”, nel 1975 Forman è il regista dell’acclamato “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, che vince ben cinque premi Oscar (miglior film, migliore attore, miglior regista, migliore attrice, miglior fotografia e migliore sceneggiatura non originale): la pellicola è un adattamento del racconto omonimo di Ken Kesey, e annovera nel cast Jack Nicholson e Louise Fletcher. La denuncia sociale diventa uno dei temi ispiratori del regista ceco: la si ritrova nel musical contestatore e pacifista “Hair”, del 1979, e soprattutto in “Ragtime”, diretto due anni più tardi e incentrato sul proibizionismo, che vede tra i protagonisti anche James Cagney.

Nel 1984 Milos Forman (che nel frattempo ha ottenuto la cittadinanza statunitense) dirige il kolossal “Amadeus”, da molti considerato il migliore film in costume di sempre: la pellicola, dedicata alla vita del musicista Wolfgang Amadeus Mozart, propone costumi e scenografie spettacolari, con una fedele ricostruzione della Vienna del Settecento; grazie anche alle interpretazioni dei protagonisti F. Murray Abraham e Tom Hulce, ottiene quattro Golden Globe e addirittura otto premi Oscar, tra qui quello per la miglior regia e quello per il miglior film. Dopo avere presieduto la giuria del Festival del Cinema di Cannes nel 1985 e avere partecipato come attore a “Heartburn – Affari di cuore”, dirige alla fine degli anni Ottanta “Valmont”, liberamente ispirato a “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos; quindi, appare in “Le prime immagini dell’anno nuovo” per poi decidere di rimanere lontano dalla macchina da presa per qualche tempo.

Il ritorno sulle scene avviene nel 1996, quando Oliver Stone gli propone di girare una biografia dedicata a Larry Flynt, magnate del porno: “Larry Flynt – Oltre lo scandalo” (interpretato da Woody Harrelson) si aggiudica l’Orso d’Oro al Festival di Berlino; l’anno seguente, riceve al Karlovy Vary International Film Festival il Crystal Globe, assegnatogli per lo straordinario contributo artistico al cinema mondiale. Nel 1999 Forman dirige Jim Carrey, Paul Giamatti, Courtney Love e Danny DeVito in un’altra biografia, quella del comico americano Andy Kaufman, intitolata “Man on the moon”; l’anno successivo recita al fianco di Edward Norton in “Tentazioni d’amore” ed è il presidente di giuria della Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2006, invece, è il regista di “L’ultimo inquisitore”, con protagonisti Javier Bardem, Randy Quaid, Stellan Skarsgard e Natalie Portman, ispirato al pittore Francisco Goya. Negli anni successivi Milos Forman viene colpito da una degenerazione maculare che interessa la retina dell’occhio destro: il disturbo lo costringe ad abbandonare i progetti su cui sta lavorando, tra cui la pre-produzione per la realizzazione di “The ghost of Munich”, film ispirato al romanzo omonimo di Georges-Marc Benamou e riadattato con la collaborazione di Vaclav Havel: il lungometraggio sarebbe stato incentrato sulla figura di Edouard Daladier alla Conferenza di Monaco del 1938.

Il regista, inoltre, è costretto a mettere da parte anche i progetti relativi a un film basato sulla vita di Charles Ponzi e sul suo schema di truffe. La degenerazione maculare di cui egli soffre, infatti, si caratterizza per un andamento progressivo che negli anni può solo peggiorare e che rischia di interessare entrambi gli occhi conducendo a una cecità irreversibile. Benché abbia perso la zona centrale del campo visivo destro, Milos Forman rimane comunque nel mondo del cinema in qualità di attore: nel 2011 fa parte del cast di “Les bien-aimés”, presentato alla 64esima edizione del Festival di Cinema di Cannes.