Chi è Pier Carlo Padoan

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Biografia

Pietro Carlo Padoan nasce il 19 gennaio del 1950 a Roma. Laureatosi all’Università La Sapienza, nel corso degli anni Settanta partecipa al dibattito economico della sinistra, criticando il pensiero keynesiano sulla rivista “Critica marxista” e apparendo sulla stessa linea dell’economista polacco Michal Kalecki.

Intrapresa la carriera accademica, nel 1980 scrive – con la guida di Claudio Napoleoni – il saggio “Afferrare Prometeo”, nel quale intende individuare una via a metà tra capitalismo e marxismo sulla base di specifici meccanismi di cooperazione. In seguito, insegna Economia all’Università La Sapienza e all’Université Libre de Bruxelles, collaborando anche con l’Università de La Plata, l’Università di Urbino, l’Università di Tokyo e il Collegio di Europa.

Nel 1996 scrive per Carocci “Dal mercato interno alla crisi dello SME. Diversità e integrazione in Europa”, volume nel quale analizza i tre shock istituzionali subiti dall’Unione Europea negli anni precedenti (i problemi dell’allargamento, il percorso in direzione dell’unificazione monetaria e il lancio del mercato interno), rivisitando il processo di integrazione europea sia sotto il profilo teorico che sotto il profilo tecnico.

L’avvicinamento al mondo della politica

Nel 1998 si materializza la svolta professionale che lo allontana parzialmente dal mondo accademico per avvicinarlo alla politica: Pier Carlo Padoan pubblica per Laterza “Proposte per l’economia italiana”, scritto con Nicola Rossi e Marcello Messori (e con la prefazione di Massimo D’Alema).

Tale documento, che viene presentato da D’Alema al congresso del Pds, vale ai tre autori il soprannome (ironico) di “blairiani alle vongole”. In quel periodo, Padoan inizia quindi a collaborare con il Presidente del Consiglio D’Alema in qualità di consigliere economico, venendo nominato responsabile per il coordinamento della posizione italiana nei negoziati dell’Agenda 2000 per il bilancio UE, l’Agenda di Lisbona, il Consiglio Europeo, gli incontri bilaterali e i vertici del G8.

L’economista romano viene anche nominato direttore di Italianieuropei, fondazione presieduta da Massimo D’Alema (a capo del comitato scientifico c’è Giuliano Amato), e fa parte del triumvirato di consiglieri di D’Alema, insieme a Nicola Rossi e a Claudio De Vincenti, occupandosi in maniera particolare di economia internazionale.

Gli anni 2000

Pier Carlo Padoan mantiene l’incarico di consigliere anche quando il capo del governo diventa Giuliano Amato, fino al 2001: da quell’anno è direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) con responsabilità su Albania, San Marino, Portogallo, Grecia e Timor Est. In questo periodo viene anche incaricato del Coordinamento dell’Unione Europea.

Nel 2005 lascia il Fmi, mentre due anni più tardi, nel giugno del 2007, viene nominato vice segretario generale dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, per la quale nel dicembre del 2009 diventa capo economista: in questo periodo, la sua retribuzione si aggira intorno ai 216mila euro all’anno.

Sempre nel 2009, pubblica con Paolo Guerrieri “L’economia europea”, per l’editore Il Mulino.

Gli anni 2010

Il 29 novembre del 2011 viene nominato Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Rappresentante dell’OCSE al G20 in qualità di Finance Deputy e capo della Strategic Response, Green Growth and Innovation Initiative per la stessa organizzazione, il 27 dicembre del 2013 Padoan viene scelto dal Consiglio dei Ministri del governo Letta come nuovo presidente dell’Istat, l’istituto di statistica nazionale.

Enrico Letta, però, si dimette meno di due mesi dopo, e con la nomina di Matteo Renzi a Presidente del Consiglio, Pier Carlo Padoan viene scelto come Ministro dell’economia. Nel momento in cui viene scelto, però, egli si trova in Australia, a Sydney, circostanza che gli impedisce di partecipare al giuramento del 22 febbraio 2014 insieme con gli altri ministri: per questo giurerà da solo due giorni più tardi.

A capo della sua segreteria particolare Padoan nomina Francesco Alfonso, già titolare di quel ruolo con Fabrizio Saccomanni ministro; come capo della sua segreteria tecnica sceglie Fabrizio Pagani, mentre in qualità di capo di gabinetto punta su Roberto Garofoli.

In qualità di primo firmatario Padoan presenta diversi disegni di legge, tra cui uno relativo alle misure urgenti per le popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto. Sottoscrive, inoltre, disegni di legge riguardanti la tutela del patrimonio culturale e il rilancio del turismo (conversione in legge del decreto legge numero 83 del 31 maggio del 2014) e la trasparenza amministrativa negli uffici giudiziari (conversione del decreto legge numero 90 del 24 giugno del 2014).

Sempre nel 2014, Padoan pubblica per Einaudi il volume “La diversità come ricchezza, ovvero A che serve l’Europa”, scritto con Michele Canonica: nel libro, viene analizzata la sfida europea di conciliare uguaglianza e diversità, e vengono offerti argomenti a favore dell’Europa sulla base di una difesa razionale priva dei luoghi comuni che negli anni passati l’hanno resa debole. Nel pamphlet, Padoan e Canonica evidenziano che la moneta unica presuppone una limitazione, se non addirittura una rimozione, delle diversità, mentre l’idea di integrazione economica dovrebbe basarsi sullo sfruttamento positivo delle diversità.

Negli ultimi mesi del 2014, quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rende ufficiali le sue imminenti dimissioni (le rassegnerà a gennaio del 2015), il nome di Pier Carlo Padoan viene inserito da molti organi di informazione come uno dei papabili per il Quirinale.