Chi è Samuel L. Jackson

  • blog notizie - Samuel L. Jackson

Biografia

Nato a Washington il 21 dicembre del 1948, Samuel Leroy Jackson, conosciuto da tutti come Samuel L. Jackson, è un attore statunitense noto in tutto il mondo soprattutto per la sua partecipazione ai film cult “Pulp fiction” e “Die Hard – Duri a morire”. Per la pellicola diretta da Tarantino ha ottenuto anche una nomination ai premi Oscar come migliore attore non protagonista. Con Tarantino ha lavorato, oltre che in “Pulp fiction”, anche in “Jackie Brown”, in “Kill Bill vol. 2” (appare in un cameo) e in “Bastardi senza gloria” come voce narrante.

Il regista cui è più legato dal punto di vista lavorativo, comunque, rimane Spike Lee, che lo ha diretto nel 1989 in “Fa’ la cosa giusta”, nel 1990 in “Mo’ Better Blus” e nel 1991 in “Jungle Fever”. Nel 2009, Jackson è entrato addirittura nel Guinness dei Primati, diventando l’attore ad aver totalizzato più incassi al botteghino: i sessantotto film in cui era comparso fino a quel momento, infatti, avevano ottenuto un guadagno complessivo di sette miliardi e 420 milioni di dollari lordi.

Ma come nasce la carriera d’attore di Samuel L. Jackson? Cresciuto con la madre e i nonni nella sua casa del Tennessee, abbandonata dal padre quando lui era ancora un bambino, Samuel soffre fin da piccolo di una lieve forma di balbuzie che lo mette un po’ a disagio nelle relazioni con i coetanei: proprio per provare a superare questo disturbo, gli viene suggerito di fare un provino per uno show nella scuola che frequenta. Sarà questo l’inizio di un rapporto d’amore eccezionale con la recitazione. Dopo essersi diplomato al Morehouse College di Atlanta nel 1972, Samuel mostra la propria personalità cominciando a recitare in diversi spot pubblicitari, fino a quando viene chiamato per la sua prima apparizione nel film di Michael Schultz “Together for days”. Poco dopo entra a far parte di Negro Ensemble, una compagnia teatrale di New York, la città in cui si è trasferito per cercare di sfondare definitivamente: della stessa compagnia fa parte anche Morgan York.

Jackson viene reclutato come intrattenitore, e chiamato a divertire il pubblico tra una pausa e l’altra degli spettacoli di Bill Cosby: inizia così a farsi apprezzare per la capacità di stare sul palco, e nel frattempo compare anche come personaggio secondario in “Ragtime”, pellicola diretta nel 1981 da Milos Foreman. Quello che potrebbe essere un trampolino di lancio si trasforma in un boomerang: e così, dopo le prime esperienze da attore all’apparenza positive, i produttori lo chiamano solo per ruoli di second’ordine. Jackson entra così nel turbine della dipendenza dalla cocaina e dall’alcol, una situazione negativa dalla quale riuscirà ad emanciparsi parzialmente solo grazie a Spike Lee. Il regista, infatti, lo chiama prima per “Fa’ la cosa giusta” e poi per “Mo’ Better Blues”, anche se la consacrazione definitiva arriva solo con “Jungle Fever”, dove Samuel veste i panni di un uomo tossicodipendente: grazie a questa interpretazione, ottiene un premio speciale al Festival di Cannes come migliore attore non protagonista.

È il momento del successo, al cinema e non solo, i grandi registi iniziano ad accorgersi di Samuel L. Jackson, e gli affidano ruoli sempre più delicati e importanti: accade con Martin Scorsese, che lo vuole in “Quei bravi ragazzi”, e soprattutto con Steven Spielberg, che lo chiama per il kolossal del 1993 “Jurassic Park”. Il successo planetario, però, arriva con “Pulp fiction”. Da quel momento enormi produzioni hollywoodiane si affiancano a piccole pellicole indipendenti: e così, dopo “Die hard – Duri a morire”, con protagonisti Jeremy Irons e soprattutto Bruce Willis, è la volta di “Mosche da bar”, esordio alla regia di Steve Buscemi. E’ il 1996.

L’anno successivo Jackson torna a lavorare con Tarantino, e l’accoppiata si rivela nuovamente vincente: la sua partecipazione al film “Jackie Brown” gli vale l’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino come migliore attore. Il riconoscimento rappresenta una scalinata verso guadagni sempre maggiori: colleziona ruoli in produzioni ad altissimo budget come “Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma”, e nel già citato “Kill Bill Vol.2”, oltre che nei due sequel realizzati da George Lucas.

Il 2007 lo vede protagonista in “Jumper – Senza confini”, insieme con Hayden Christensen, e soprattutto in “1408”, trasposizione sul grande schermo di un romanzo scritto da Stephen King. Ottiene successo anche come doppiatore: dà la voce al suo personaggio in “Star Wars: the clone wars” in versione film d’animazione, e si presta come voce narrante nella “Marcia dei pinguini” (“Farce of the penguins”). Il 2008 lo vede sugli schermi nei panni di un poliziotto razzista ne “La terrazza sul lago”, ma anche in “The spirit”, di Frank Miller, e in “Soul men”, insieme con Bernie Mac. Da non perdere, poi, il piccolo ma suggestivo suolo di Nick Fury, agente della Shield, in “Iron man”. Lo stesso ruolo sarà ripreso nel sequel, “Iron man 2”, e in altre pellicole della Marvel, come “Thor”, “Captain America – il primo vendicatore” e soprattutto “The Avengers”, che riunisce tutti i supereroi. “Unthinkable – Impensabile” e “I poliziotti di riserva” sono gli ultimi film cui ha preso parte al cinema prima di darsi alla televisione: sul piccolo schermo, infatti, Jackson ha partecipato a “Sunset limited”, insieme con Tommy Lee Jones e da lui diretto, ripreso dall’opera teatrale omonima scritta da Cormac McCarthy.

Versatile, fantastico sia nelle pellicole drammatiche che in quelle più ironiche, Samuel L. Jackson è unanimemente conosciuto come uno degli attori più richiesti al mondo. Sposato con LaTanya Richardson, anche lei attrice, dal 1980, è padre di Zoe, nata nel 1982. Nel corso delle primarie democratiche andate in scena nel 2008, l’attore ha sostenuto Barack Obama, ai tempi semplice senatore dell’Illinois. In Italia, i suoi doppiatori principali sono Paolo Buglioni (che gli ha prestato la voce, tra l’altro, in “Star Wars Episodio I – La minaccia fantasma”, “Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni”, “Star Wars Episodio III – La vendetta dei Sith”, “Iron man” e “The Avengers”), Alessandro Rossi (che l’ha doppiato, tra l’altro, in “1408” e “I poliziotti di riserva”), e Luca Ward (che, invece, lo ha doppiato in “Pulp fiction”, “Die Hard – Duri a morire” e Jackie Brown”).