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Raid americano in Siria, morti molti soldati: Putin condanna l’attacco

Ennesimo raid americano sulle forze governative in Siria. Questa volta sembra che ci siano molte vittime tra i soldati siriani. Per la Russia si tratta di un fattio “assolutamente inaccettabile” che viola “la sovranità del Paese”. Washington spiega di avere colpito “forze filo-regime che stavano avanzando dentro un’area di de-escalation”.

Numerose vittime

La televisione di Damasco conferma che “numerosi” soldati siriani sono stati uccisi. È successo ieri in un raid di aerei americani in territorio siriano vicino al confine con la Giordania. Ieri la Coalizione anti-Isis a guida americana aveva affermato di avere colpito “forze filo-regime che stavano avanzando dentro un’area di de-escalation” vicino al valico frontaliero di Tanf, tra Siria e Giordania.

Da parte sua, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), su posizioni anti-governative, afferma che gli uccisi sono stati 8, tutti appartenenti a milizie alleate del regime e “in maggior parte non siriani”. Secondo la stessa fonte, è stato bombardato un convoglio che trasportava forze governative e milizie loro alleate e almeno quattro veicoli sono stati distrutti.

Per la prima volta che gli aerei americani hanno colpito di proposito una milizia alleata del governo di Bashar al-Assad. Secondo Damasco però, a essere colpite sono state anche “postazioni” dell’esercito governativo.

Colpi di avvertimento

Secondo un ufficiale americano il raid è avvenuto a pochi chilometri dalla base dei ribelli vicino ad Al-Tanf, dove operano anche forze speciali americane e britanniche. Dopo “colpi di avvertimento” i jet hanno colpito la colonna di veicoli. Non c’è per ora un bilancio di morti o feriti.

Il raid alza ancora la tensione fra le forze del regime di Bashar al-Assad e quelle ribelli appoggiate dagli Usa per il controllo di Al-Tanf, al confine fra Siria, Giordania e Iraq, e vicino all’autostrada Damasco-Baghdad che gli sciiti iracheni e siriani vorrebbero riportare sotto il loro controllo per unire le due capitali.

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