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Il Vesuvio brucia, sembra un’eruzione: in campo 3 canadair e 300 uomini

Il Vesuvio è in fiamme ed è emergenza. Si tratta di un fronte del fuoco di due chilometri. Numerosi e vasti incendi alle pendici del vulcano molto probabilmente tutti di origine dolosa con un impegno gravoso per vigili del fuoco e Protezione civile della Campania. Si parla di 100 interventi di spegnimento di incendi nella sola giornata di  lunedì, in tutta la Campania, e circa 700 dall’inizio del mese di luglio. Il fumo provocato dai roghi è visibile in tutto il Golfo e oltre creando un inquietante effetto eruzione.

L’origine dolosa dei roghi

Gli incendi sono quasi certamente tutti di natura dolosa. Questa mattina, dopo una notte di lavoro dei vigili del fuoco, i residenti precedentemente evacuati sono rientrati a casa. Ma proprio nelle stesse ore, un nuovo fronte si è aperto sul Vesuvio, nella Valle delle Delizie ad Ottaviano, in via Vesuvio ad Ercolano già danneggiata da incendi nei giorni scorsi, nella zona a valle di Cappella Bianchini a Torre del Greco.

Molte persone hanno preferito barricarsi in casa o addirittura andare via trasferendosi in comuni lontani dagli incendi. Decine di carabinieri forestali, vigili del fuoco, protezione civile e personale dell’antincendio boschivo della Sma Campania stanno operando, anche con l’ausilio di 3 canadair, per bloccare i roghi e più di 300 unità impegante tra cui molti volontari.

A bruciare, oltre a terra, alberi ed erba, sono sostanze chimiche e rifiuti tossici come plastiche, materiale edile di scarto e tessile, scarpe e lamiere. Discariche abusive a cielo aperto, ai bordi delle strade e nelle riserve del parco nazionale, di cui nessuno si è mai interessato. Nella notte del 10 luglio alcune abitazioni dei comuni di Torre del Greco ed Ercolano sono state sgomberate per precauzione.

Per appiccare i roghi animali vivi dati alle fiamme

I carabinieri forestali hanno individuato otto inneschi diversi, ma partiti tutti contemporaneamente. Ma c’è di più: per rendere più difficile lo spegnimento, chi ha dato fuoco al Vesuvio si è servito di animali vivi, forse gatti, cosparsi di benzina e dati alle fiamme, che nella fuga disperata fuga hanno raggiunto posti in cui è molto complicato intervenire velocemente.

In azione dalle prime ora di questa mattina ci sono carabinieri forestali, vigili del fuoco, personale della Regione Campania, e la protezione civile, mentre tre Canadair e un elicottero regionale sono tornati a volare su Ottaviano, Trecase e Torre del Greco. Nel frattempo, la Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo di inchiesta sui roghi. Per ora, l’accusa è di incendio doloso, a carico di ignoti.

Evacuate molte case

Quindici famiglie sono state evacuate, tre disabili e numerosi anziani sono aiutati dagli assistenti sociali, e alla fine della strada un maneggio è stato svuotato mettendo i cavalli in sicurezza. Quattro elicotteri e due Canadair sorvolano il lungo fronte circolare del fuoco che cinge il Vesuvio quasi interamente. Uno spettacolo impressionante. «Non sappiamo come fronteggiare questa emergenza – ammette l’assessore – è troppo grande, viviamo il dolore e la paura di non farcela». Una grossa parte la fanno i volontari della protezione civile comunale. Laddove ci sono. Perché su un altro versante, quello di Boscotrecase non è stato possibile impiegarli: sette mesi fa la nuova amministrazione ha smantellato l’unità. Sopperiscono i carabinieri.

Le fiamme a Boscotrecase hanno provocato l’evacuazione di altre case e ristoranti. La giornata di ieri non ha dato tregua: il primo incendio di Ercolano e quello successivo di Ottaviano si sono uniti, creando quindi un fronte di due chilometri di lunghezza.

 

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